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	<title>Gian Mario Migliaccio &#187; Ricerca Scientifica</title>
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	<description>Personal Blog about swimming, sports reasearch, sports physiology and stuff...</description>
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		<title>Nuoto : Il riposo attivo alla soglia di lattato è più performante</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 12:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[(original : Weltman, A. L., Greenwood, J. D., Moses, E. Bernardino, M., &#38; Gaesser, G. A. (2005). Effects of exercise recovery intensity on blood lactate disappearance and subsequent swimming performance. Medicine and Science in Sports and Exercise, 37(5), Supplement abstract 447.. )
Questo studio analizza le  possibili varianti legate ai recuperi effettuati dopo uno sforzo massimale [...]]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p><span style="font-style: italic; text-decoration: underline;">(original : Weltman, A. L., Greenwood, J. D., Moses, E. Bernardino, M., &amp; Gaesser, G. A. (2005). Effects of exercise recovery intensity on blood lactate disappearance and subsequent swimming performance. Medicine and Science in Sports and Exercise, 37(5), Supplement abstract 447.. )</span><br style="font-style: italic; text-decoration: underline;" /></p>
<p>Questo studio analizza le  possibili varianti legate ai recuperi effettuati dopo uno sforzo massimale sulla distanza dei 200m nel nuoto.<br />
14 atleti di alto livello sono stati sottoposti a test sulla velocità del 50%, 100% e 150% della soglia al lattato personale, dopo una prova di gara sui 200m sono stati controllati durante la fase di recupero con 4 varianti : riposo passivo (atleti fermi), nuotata al 50% della soglia, al 100% ed al 150%. Al termine della fase di recupero sono stati sottoposti ad un nuovo test sulla distanza dei 200m.<br />
<span id="more-188"></span><br />
I risultati del test confermano che il riposo attivo (nuotando) rimuove il lattato più velocemente del riposo passivo. La nuotata al 100% della soglia al lattato produce la migliore rimozione di lattato dal sangue, mentre il riposo attivo al 100% ed al 150% consentono di raggiungere il miglior risultato nella seconda prova da 200m.<br />
Implicazioni : il recupero attivo con velocità alla soglia di lattato produce le migliori condizioni di riposo, durante le gare effettuare un periodo di recupero con queste condizioni consente di ottenere il miglior risultato tra due gare ravvicinate.</p>
<p><span style="font-style: italic;"><span style="text-decoration: underline;">Commenti alla ricerca: </span> questo studio conferma quanto già noto in fisiologia dello sport sui tempi e modalità di recupero tra riposo attivo e riposo passivo. Nella metodologia dell&#8217;allenamento la conoscenza delle implicazioni della quantità di lattato nel sangue consente di poter ottenere obiettivi diversi (picco o tolleranza) basandosi non sulla distanza del test di gara ma bensì sulle modalità di recupero.</span></p>
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		<title>Nuoto : Il riscaldamento dei muscoli respiratori migliora la performance dei 200m</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 10:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Original : Cruickshank, A. J., Peyrebrune, M. C., &#38; Caine,M. P. (2007). Inspiratory muscle warm-up improves performance in elite swimmers. ??????ACSM Annual Meeting New Orleans&#1082;&#1086;&#1084;&#1087;&#1102;&#1090;&#1088;&#1080; &#1074;&#1090;&#1086;&#1088;&#1072; &#1091;&#1087;&#1086;&#1090;&#1088;&#1077;&#1073;&#1072;, Presentation Number, 1435.)
&#8220;Durante una gara di nuoto una riduzione della forza dei muscoli inspiratori diventa importante nella ricerca della performance. Se il nuotatore effettua un appropriato riscaldamento per i [...]]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>Original : Cruickshank, A. J., Peyrebrune, M. C., &amp; Caine,M. P. (2007). Inspiratory muscle warm-up improves performance in elite swimmers. <strong><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://www.videnov.com/">??????</a></font><em>ACSM Annual Meeting New Orleans</em></strong><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://kvantservice.com/">&#1082;&#1086;&#1084;&#1087;&#1102;&#1090;&#1088;&#1080; &#1074;&#1090;&#1086;&#1088;&#1072; &#1091;&#1087;&#1086;&#1090;&#1088;&#1077;&#1073;&#1072;</a></font>, Presentation Number, 1435.)</p>
<p align="justify">&#8220;Durante una gara di nuoto una riduzione della forza dei muscoli inspiratori diventa importante nella ricerca della performance. Se il nuotatore effettua un appropriato riscaldamento per i muscoli inspiratori questo riduce l&#8217;insorgenza della fatica ed aumenta la capacità di forza nei muscoli inspiratori.&#8221;</p>
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		<item>
		<title>Nuoto : I test al lattato devono essere considerati con altri fattori nella valutazione dell&#8217;allenamento dei nuotatori</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 09:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[(original : Thompson, K. G., Garland, S. W., &#38; Lothia, F. (2006). Interpretation of the physiological monitoring of an international swimmer. International Journal of Sports Science and Coaching, 1, 117-124.)Una ranista internazionale venne monitorata per un periodo di tre anni. Le venne somministrato un protocollo di 11 test standardizzati e 7 sessioni di test vennero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>(original : Thompson, K. G., Garland, S. W., &amp; Lothia, F. (2006). Interpretation of the physiological monitoring of an international swimmer. <em><strong>International Journal of Sports Science and Coaching, 1, 117-124.)</strong></em>Una ranista internazionale venne monitorata per un periodo di tre anni. Le venne somministrato un protocollo di 11 test standardizzati e 7 sessioni di test vennero effettuate 3 settimane prima delle competizioni. <span id="more-183"></span>Le velocità di gara più alte furono correlate significativamente con le concentrazioni di 4,6 e 8 mM. I risultati dei test e delle performance subirono delle variazioni durante i periodi di overreaching, de-training e scarsa alimentazione. Il lattato preso in prossimità delle competizioni dovrebbe essere considerato insieme ad altri fattori quali, ad esempio, lo stato di salute, il livello di allenamento etc. in accordo con le decisioni e la programmazione dell&#8217;allenatore. Gli autori esprimono quindi una certa riserva dal generalizzare i risultati di questi tes sia per la difficoltà a riconoscere le differenze individuali sia per l&#8217;insorgenza di altri fenomeni osservati che possono variare significativamente i risultati. Tra le implicazioni si considera che quando vengono analizzati i fattori fisiologici in atleti di elite tutte le considerazioni vanno fatte dopo una dettagliata analisi della storia dell&#8217;atleta, specialmente quando si arriva in prossimità delle competizioni.</p>
<p> </p>
<p>Commenti alla ricerca: <em>questo studio assume una valenza importante per un allenatore poichè viene analizzato il caso singolo ma non può essere considerato come standard per le ricerche di tipo scientifico, basate su numero di casi elevati ed omogenei. Ad ogni modo offre elementi di riflessione per la valutazione dei dati. E&#8217; infatti possibile ritenere il dato proveniente da un solo test come quello di riferimento per la valutazione di uno stato di allenamento? Sicuramente no. L&#8217;allenatore deve tener conto di numerose variabili che possono influenzare la prova e gran parte di queste sono legate a fattori ambientali o di altra natura (temperatura dell&#8217;acqua, stress dell&#8217;atleta, alimentazione dei giorni precedenti, ciclo se donna etc.). E&#8217; consigliato quindi operare i test al lattato con la partecipazione di un esperto in fisiologia o scienza dello sport o medicina dello sport per poter valutare il risultato anche sulla base di una esperienza più ampia legata alla fisiologia.</em></p>
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		<title>Nuoto : I costumi interi non avvantaggiano i nuotatori durante la gara</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 11:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[(original : Matsunami, M., &#38; Taimura, A. (2007). Influences of swimsuit design on swimming performance in competitive female swimmers. ACSM Annual Meeting New Orleans, Presentation Number, 1431. ) 
Questo studio analizza le velocità di nuotata, la concentrazione di lattato, la frequenza cardiaca, la frequenza di bracciata e la tecnica durante la nuotata a crawl con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p>Questo studio analizza le velocità di nuotata, la concentrazione di lattato, la frequenza cardiaca, la frequenza di bracciata e la tecnica durante la nuotata a crawl con un costume tradizionale ed un nuovo costume di nuova concezione. Lo studio è stato effettuato su 6 atlete amercica di alto livello che hanno nuotato i 200m a ritmi gara in vasca indoor da 25m. Il costume tradizionale è stato confrontato con un costume coprente di nuovo design che includeva spalle, collo e caviglie.<br />
La concentrazione di lattato (BLa) , la frequenza cardiaca (HR) sono state misurate dopo la prova.<br />
<span id="more-185"></span><br />
Il conteggio delle bracciate e della frequenza sono state misurate tramite l&#8217;indice ASI durante la prova. Le conclusioni di questo studio non hanno riportato differenze significative nella massima velocità, nel lattato, nella frequenza cardiaca e nella frequenza di bracciata durante le due prove.<br />
Le implicazioni di questo studio sembrerebbero dimostrare che i costumi coprenti non producono significativi vantaggi rispetto ai costumi tradizionali.<br />
Esistono però sensibili differenze individuali da non sottovalutare. Alcuni vantaggi dall&#8217;indossare questo genere di costume viene riscontrato in alcuni atleti mentre per alcuni viene notato uno svantaggio, nella media statistica i vantaggi non sono significativi.</p>
<p><span style="font-style: italic"><span style="text-decoration: underline;">Commenti alla ricerca:</span> il campione di questo studio è omogeneo (atlete di alto livello provenienti dalla stessa nazione) ma numericamente basso (6 nuotatrici). Le differenze individuali sono state infatti rilevate durante lo studio e quindi sembra poco rispondente ad una certezza scientifica. E&#8217; da tener presente infatti che la ricerca non è stata pubblicata su riviste accreditate ma presentata al meeting annuale degli allenatori americani, sicuramente è una ricerca in-progress. Una prima considerazione che può far riflettere è la &#8220;specificità&#8221; del comportamento delle atlete a questo tipo di costumi, non sempre una nuova tecnologia si adatta alle caratteristiche di tutti gli atleti.</span><br />
 </p>
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		<title>La ricerca scientifica nello Sport</title>
		<link>http://www.migliaccio.it/2007/03/test-conconi-la-ricerca-scientifica-nello-sport/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2007 21:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria dell’allenamento è la “scienza del campo” nello sport di alta specializzazione. Strategie , metodi e tecniche che puntano l’attenzione sulla macchina uomo per consentirgli di ottenere le migliori condizioni psico-fisiche idonee al raggiungimento di traguardi sportivi sempre crescenti. Una Scienza che lavora sull’uomo e sulle sue potenzialità, una scienza che ricerca il miglior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p><img id="image19" title="dsc00217.jpg" src="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2006/08/dsc00217.jpg" alt="dsc00217.jpg" align="left" />La teoria dell’allenamento è la <em>“scienza del campo”</em> nello sport di alta specializzazione. Strategie , metodi e tecniche che puntano l’attenzione sulla <em>macchina uomo</em> per consentirgli di ottenere le migliori condizioni psico-fisiche idonee al raggiungimento di traguardi sportivi sempre crescenti. Una Scienza che lavora sull’uomo e sulle sue potenzialità, una scienza che ricerca il miglior risultato sulla base di prerequisiti esistenti e su programmi di allenamento pluriennali. La <em>scienza del campo</em> è giunta ad un bivio di grande interesse sportivo e scientifico : quale ricerca saprà far raggiungere i risultati del futuro? <span id="more-56"></span>Negli ultimi decenni la ricerca proveniente dal campo della chimica ha dato l’illusione che altre vie ci fossero da esplorare verso la ricerca della vittoria. La storia dei giorni nostri ha però confermato che la via della chimica non rimarrà impunita e, soprattutto, non è la via che racchiude i valori di “lealtà” che devono rimanere alla base della natura dello sport. Raggiungere, superare e ripetere il “record” è quindi sicuramente una sfida che si combatte in laboratorio, certamente, ma quello di Fisiologia dello Sport. Cosa potrebbe verificarsi se l’atleta del domani lavorasse su tabelle di allenamento progettate sulla base di quanto riscontrato in laboratorio su test incrementali specifici? E’ questa la sfida del domani ed inizia adesso&#8230; <strong>Scarica la ricerca sulla comparazione della soglia anaerobica ottenuta con i metodi Conconi, Wasserman e V-slope in atletica leggera : <a href="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2006/09/valutazione_funzionale.pdf">clicca qui</a></strong></p>
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