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	<title>Gian Mario Migliaccio &#187; Ricerca Scientifica</title>
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	<description>Il mio blog.</description>
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		<title>La ricerca scientifica corre veloce.Da Technogym.com</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto un articolo apparso su Technogym.com:
Come funziona la ricerca scientifica nello sport? Come si calcolano i valori fisiologici dell&#8217;atleta e si migliorano i programmi di allenamento? Che strumenti si usano?
Proviamo a dare alcune risposte a queste domande e scopriremo che molti degli attrezzi  &#8220;da palestra&#8221; vengono usati anche dai ricercatori di tutto il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;">Riporto un articolo apparso su Technogym.com:</span><br />
Come funziona la ricerca scientifica nello sport? Come si calcolano i valori fisiologici dell&#8217;atleta e si migliorano i programmi di allenamento? Che strumenti si usano?</p>
<p>Proviamo a dare alcune risposte a queste domande e scopriremo che molti degli attrezzi  &#8220;da palestra&#8221; vengono usati anche dai ricercatori di tutto il mondo per raggiungere i risultati scientifici, che in seguito determinano i cambiamenti della Scienza dello Sport.</p>
<p>Per rendere facile e concreto l&#8217;esempio guardiamo come una recente ricerca si sta svolgendo, con quale modalitÃ  e con quali obiettivi.</p>
<p><strong>La ricerca scientifica in corso</strong></p>
<p>La ricerca denominata &#8220;<em>Analisi biomeccanica della corsa a diverse pendenze</em>&#8221; Ã¨ un progetto coordinato dal Dott. Johnny Padulo dell&#8217;UniversitÃ  di Roma Tor Vergata che conta nel team diverse competenze provenienti da dipartimenti ed UniversitÃ  nazionali: Gian Mario Migliaccio, PhD del Coni Sardegna, Raffaele Milia, medico dello sport  dell&#8217;UniversitÃ  di Cagliari e Pasquale Mignogna della scuola di dottorato dell&#8217;UniversitÃ  del Molise.</p>
<p><a href="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/LaboratorioSport.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-full wp-image-1983" style="margin: 5px;" title="LaboratorioSport" src="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/LaboratorioSport.jpg" alt="" width="90" height="61" /></a>Il progetto fa parte delle ricerche scientifiche di alta specializzazione in corso di attuazione all&#8217;interno del Laboratorio dello sport, promosso da Coni Sardegna con un bando Internazionale.<br />
&#8220;<em>Anche Technogym Ã¨ stata coinvolta in questa ricerca</em> &#8211; dichiara Johnny Padulo &#8211; <em>poichÃ¨ per l&#8217;analisi cinematica della tecnica di corsa avevamo bisogno di un treadmill specifico e di tipo professionale, che ci consentisse una regolaritÃ  di andatura, di gradi di pendenza ed in totale assenza di vibrazioni anche ad alte intensitÃ . In Ungheria, dove ho attivato le basi di questa ricerca, abbiamo ritenuto di focalizzarci su questo modello</em> &#8220;.</p>
<p><em>&#8220;La scelta si Ã¨ focalizzata sul modello </em><em><a title="Run Now, il treadmill professionale di Technogym" href="http://www.technogym.com/it/viewdoc.asp?co_id=5071&amp;target=commercial" target="_blank">Run Now 500</a> , particolarmente adatto a questo scopo. &#8220;E&#8217; un modello che risponde a queste caratteristiche</em> &#8211; aggiunge Andrea Pani , Technogym Sardegna &#8211; e<em>d abbiamo lavorato con il team di ricerca per trovare il modello e la location adatta, in questo caso il centro Himalaya di Cagliari</em>.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/Tredmill_01.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1980" style="margin: 5px;" title="Tredmill_01" src="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/Tredmill_01-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a>La ricerca scientifica richiede un particolare protocollo di lavoro, abbastanza impegnativo, e dedicato ad atleti maratoneti di alto livello. Sono state analizzate tante variabili, quali il consumo di ossigeno (Vo2), la concentrazione ematica di lattato, l&#8217;attivitÃ  muscolare (EMG), ed i parametri cinematici (Dartfish) oltre a tutti i valori biometrici.</p>
<p>Gli atleti, tutti agonisti, sono stati selezionati dal Prof.Nardino Degortes, allenatore Fidal e giÃ  allenatore delle squadre nazionali di mezzofondo di atletica leggera.</p>
<p><em>&#8220;Contiamo di concludere la ricerca per i primi di gennaio</em> &#8211; dichiara Gian Mario Migliaccio, dottore di ricerca &#8211; <em>Ã¨ un lavoro che produrrÃ  anche immediate ricadute verso lo sport di alto livello poichÃ¨ Ã¨ estremamente innovativo. L&#8217;aspetto comunque interessante della ricerca scientifica nello sport Ã¨ proprio questo, gran parte dei risultati possono essere utilizzati anche in palestra per programmi di allenamento personalizzati e di qualitÃ , le attrezzature da lavoro infatti sono quelle di Technogym. Ovviamente Ã¨ necessario uno specialista in scienza dello sport che poi sappia tradurre le ricerche in metodologia dell&#8217;allenamento.&#8221;</em></p>
<p>Durante le attivitÃ  di ricerca hanno assistito i numerosi allievi del centro Himalaya, particolarmente incuriositi alle attivitÃ .</p>
<p>Avere una collaborazione tra diverse UniversitÃ  consente anche di poter incrementare le competenze dei gruppi di ricerca, la scelta di Cagliari Ã¨ stata infatti stabilita per via dell&#8217;esperienza scientifica in fisiologia dello sport che, grazie al team del Prof. Alberto Concu, ha una rinomata esperienza internazionale.</p>
<p><strong>Come fare quindi ad &#8220;emulare&#8221; i grandi atleti anche in palestra?</strong></p>
<p>Prima di tutto Ã¨ necessario essere costanti nella frequenza, utilizzare attrezzatura di qualitÃ  e richiedere programmi personalizzati. Questo Ã¨ il futuro delle ricerca scientifica nello sport e sarÃ  sempre piÃ¹ frequente nel futuro vedere ricercatori che sperimentano nuove e sempre piÃ¹ efficaci metodologie di allenamento.</p>
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		<title>Bruciare grassi con l&#8217;allenamento in Vo2maxDa Technogym.com</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 07:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[[Articolo pubblicato su Technogym.com - Blog]
&#8212;&#8212;&#8212;
Parlando di grassi da bruciare ci sono sempre &#8220;nell&#8217;aria&#8221; favole che vengono tramandate da generazioni.
Una di quelle che va per la maggiore Ã¨ quella della &#8220;corsa leggera per oltre 30minuti&#8221;.
Ora vediamo cosa c&#8217;Ã¨ di nuovo su questo.
Per inziare diciamo che correre a ritmi lenti, magari tutti i giorni, male non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/11/shutterstock_16834903-300x1991.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-full wp-image-853" style="margin: 5px;" title="shutterstock_16834903-300x199" src="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/11/shutterstock_16834903-300x1991.jpg" alt="" width="180" height="119" /></a><span style="font-weight: bold; font-size: xx-small;"><em>[Articolo pubblicato su Technogym.com - Blog]</em></span></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<span style="font-size: x-small;">Parlando di grassi da bruciare ci sono sempre &#8220;nell&#8217;aria&#8221; favole che vengono tramandate da generazioni.<br />
Una di quelle che va per la maggiore Ã¨ quella della &#8220;corsa leggera per oltre 30minuti&#8221;.<br />
Ora vediamo cosa c&#8217;Ã¨ di nuovo su questo.<br />
Per inziare diciamo che correre a ritmi lenti, magari tutti i giorni, male non fa.</span><br />
Ma Ã¨ davvero il massimo per arrivare  a bruciare i grassi? No, e per vari motivi.</p>
<p>Il nostro metabolismo brucia grassi tutto il giorno, ma quando inizia una attivitÃ  fisica, anche se non intensa, brucia prevalentemente carboidrati.</p>
<p>I lipidi vengono comunque utilizzati nella produzione di energia fin dal primo momento, cosÃ¬ come gli zuccheri, e quindi non Ã¨ necessario correre per 20 o 40 minuti perchÃ¨ &#8220;qualcosa accada&#8221;, dipende da quanto la facciamo ed a quale intensitÃ .</p>
<p>Le evidenze scientifiche perÃ² ci portano a rivedere questo concetto della corsa lenta perchÃ¨ non Ã¨ efficace.<br />
Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci&#8230;<span id="more-763"></span></p>
<p><strong>Com&#8217;Ã¨ il nostro stato di salute?</strong></p>
<p>FinchÃ¨ si fa una corsa leggera non Ã¨ tanto necessario, anche se sarebbe opportuno, effettuare una visita medica agonistica, ma quando si va a lavorare su ritmi piÃ¹ intensi Ã¨ assolutamente necessario.</p>
<p>Partendo quindi da una base funzionale di livello agonistico (anche senza per questo essere tesserati) possiamo iniziare a lavorare in funzione del Vo2max, ovvero del massimo consumo d&#8217;ossigeno.<br />
Il Vo2max Ã¨ la massima quantitÃ  di ossigeno che puÃ² essere utilizzata dal nostro organismo per la produzione di energia.</p>
<p>Ovviamente con l&#8217;allenamento questa condizione migliora rendendo il tutto piÃ¹ efficiente.</p>
<p><strong>I grassi</strong></p>
<p>Ritorniamo ai grassi, come facciamo ad intaccarli? In pratica Ã¨ semplice, in sostanza Ã¨ molto impegnativo.</p>
<p>Gli acidi grassi, soprattutto quelli che risiedono in aree di adipositÃ  localizzata vengono mobilizzati ed utilizzati grazie alla presenza delle catecolamine, adrenalina e noradrenalina.<br />
Questa condizione perÃ² avviene in due possibili momenti : uno Ã¨ legato agli stati di &#8220;paura&#8221; per il fenomeno fight-to-flight (combatti o scappa) e l&#8217;altra quando l&#8217;esercizio supera il 70-75% del Vo2max.</p>
<p>In questa situazione si hanno tanti benefici, tra i quali :</p>
<ul>
<li>aumento della lipolisi (riduzione dell&#8217;adipe localizzato),</li>
<li>attivazione delle aree del piacere (dipendenza da sport),</li>
<li>aumento della forza (con conseguente maggior dispendio durante il giorno).</li>
</ul>
<p><strong><br />
Come fare quindi un allenamento di questo tipo?</strong></p>
<p>In tanti modi <em>ma mai da soli</em>.<br />
Inaftti, Ã¨ necessario avere un Personal Trainer laureato, <em>preferibilmente uno specialista in Scienze dello Sport</em>, che possa effettuare una valutazione funzionale e quindi prevedere una tabella ed un controllo individualizzato.<br />
Questo tipo di allenamento infatti Ã¨ da monitorare con attenzione, farlo da soli va bene ma solo in fasi avanzate e sempre (sempre) dopo aver effettuato una visita medica di tipo agonistico con un Medico dello Sport.</p>
<p>I risultati? <em>Oltre ogni aspettativa e senza eguali.</em><br />
Provare per credere!</p>
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		<title>Con Dartfish una ricerca sul Rugby e l&#8217;analisi cinematica</title>
		<link>http://www.migliaccio.it/con-dartfish-una-ricerca-sul-rugby-e-lanalisi-cinematica/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 14:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Viene riportata sul sito americano di dartfish, il piÃ¹ importante software di motion analisys al mondo, una ricerca del mio amico Johnny Padulo alla quale ho collaborato.
Questo il link
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/11/logo.gif"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-full wp-image-874" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="logo" src="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/11/logo.gif" alt="" width="126" height="37" /></a>Viene riportata sul sito americano di dartfish, il piÃ¹ importante software di motion analisys al mondo, una ricerca del mio amico Johnny Padulo alla quale ho collaborato.</p>
<p><a href="http://www.dartfish.com/en/media-gallery/news/dartfish-software-used-to-study-place-kicking-in-rugby.htm" target="_blank">Questo il link</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Torino la ricerca fa un passo avanti! Al congresso due miei contributi.</title>
		<link>http://www.migliaccio.it/sismes-torino-ricerca-scientifica-sport-nuoto-atletica/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 17:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 30 settembre al 2 ottobre si Ã¨ tenuto a Torino il SISMES, sicuramente uno dei principali eventi per la ricerca scientifica applicata agli sport.
Devo dire che l&#8217;organizzazione e&#8217; stata perfetta, tra i relatori per 2 ricerche (Runners and Swimmers) sono stato chiamato anche io. Bene!
&#8230;ovviamente, Ã¨ bene dirlo,Â  la ricerca non fa assolutamente &#8220;un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/09/Ricerche_Coni-006.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-medium wp-image-855" style="margin: 5px;" title="Ricerche_Coni 006" src="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/09/Ricerche_Coni-006-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a>Dal 30 settembre al 2 ottobre si Ã¨ tenuto a Torino il SISMES, sicuramente uno dei principali eventi per la ricerca scientifica applicata agli sport.</p>
<p>Devo dire che l&#8217;organizzazione e&#8217; stata perfetta, tra i relatori per 2 ricerche (Runners and Swimmers) sono stato chiamato anche io. Bene!</p>
<p><a href="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/09/logo.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-full wp-image-876" style="margin: 5px;" title="logo" src="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2010/09/logo.jpg" alt="" width="119" height="74" /></a>&#8230;ovviamente, Ã¨ bene dirlo,Â  la ricerca non fa assolutamente &#8220;un passo avanti&#8221; perchÃ¨ ci sono anche io, ma stava bene dirlo! <img src='http://www.migliaccio.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<strong><a href="http://www.sismes.org/information.php" target="_blank">Vai al programma.</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuoto : Il riposo attivo alla soglia di lattato e&#8217; piu&#8217; performante</title>
		<link>http://www.migliaccio.it/nuoto-il-riposo-attivo-alla-soglia-di-lattato-e-piu-performante/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 12:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[(original : Weltman, A. L., Greenwood, J. D., Moses, E. Bernardino, M., &#38; Gaesser, G. A. (2005). Effects of exercise recovery intensity on blood lactate disappearance and subsequent swimming performance. Medicine and Science in Sports and Exercise, 37(5), Supplement abstract 447.. )
Questo studio analizza le possibili varianti legate ai recuperi effettuati dopo uno sforzo massimale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: italic; text-decoration: underline;">(original : Weltman, A. L., Greenwood, J. D., Moses, E. Bernardino, M., &amp; Gaesser, G. A. (2005). Effects of exercise recovery intensity on blood lactate disappearance and subsequent swimming performance. Medicine and Science in Sports and Exercise, 37(5), Supplement abstract 447.. )</span><br style="font-style: italic; text-decoration: underline;"></p>
<p>Questo studio analizza le possibili varianti legate ai recuperi effettuati dopo uno sforzo massimale sulla distanza dei 200m nel nuoto.<br />14 atleti di alto livello sono stati sottoposti a test sulla velocitÃ  del 50%, 100% e 150% della soglia al lattato personale, dopo una prova di gara sui 200m sono stati controllati durante la fase di recupero con 4 varianti : riposo passivo (atleti fermi), nuotata al 50% della soglia, al 100% ed al 150%. Al termine della fase di recupero sono stati sottoposti ad un nuovo test sulla distanza dei 200m.<br /><span id="more-188"></span><br />I risultati del test confermano che il riposo attivo (nuotando) rimuove il lattato piÃ¹ velocemente del riposo passivo. La nuotata al 100% della soglia al lattato produce la migliore rimozione di lattato dal sangue, mentre il riposo attivo al 100% ed al 150% consentono di raggiungere il miglior risultato nella seconda prova da 200m.<br /><span style="font-style: italic;">Per meglio descrivere il protoccollo &#8220;ipotizziamo&#8221; la soglia al lattato a 6mm/l , la velocitÃ  al 150% sarÃ  quella a 9mm/l (millimoli di lattato), ovviamente la velocitÃ  sarÃ  soggettiva per ogni atleta.</span><br />Implicazioni : il recupero attivo con velocitÃ  alla soglia di lattato produce le migliori condizioni di riposo, durante le gare effettuare un periodo di recupero con queste condizioni consente di ottenere il miglior risultato tra due gare ravvicinate.</p>
<p><span style="font-style: italic;"><span style="text-decoration: underline;">Commenti alla ricerca: </span> questo studio conferma quanto giÃ  noto in fisiologia dello sport sui tempi e modalitÃ  di recupero tra riposo attivo e riposo passivo. Nella metodologia dell&#8217;allenamento la conoscenza delle implicazioni della quantitÃ  di lattato nel sangue consente di poter ottenere obiettivi diversi (picco o tolleranza) basandosi non sulla distanza del test di gara ma bensÃ¬ sulle modalitÃ  di recupero.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Nuoto : Il riscaldamento dei muscoli respiratori migliora la performance dei 200m</title>
		<link>http://www.migliaccio.it/nuoto-il-riscaldamento-dei-muscoli-respiratori-migliora-la-performance-dei-200m/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 10:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Original : Cruickshank, A. J., Peyrebrune, M. C., &#38; Caine,M. P. (2007). Inspiratory muscle warm-up improves performance in elite swimmers. ??????ACSM Annual Meeting New Orleans&#1082;&#1086;&#1084;&#1087;&#1102;&#1090;&#1088;&#1080; &#1074;&#1090;&#1086;&#1088;&#1072; &#1091;&#1087;&#1086;&#1090;&#1088;&#1077;&#1073;&#1072;, Presentation Number, 1435.)
&#8220;Durante una gara di nuoto una riduzione della forza dei muscoli inspiratori diventa importante nella ricerca della performance. Se il nuotatore effettua un appropriato riscaldamento per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Original : Cruickshank, A. J., Peyrebrune, M. C., &amp; Caine,M. P. (2007). Inspiratory muscle warm-up improves performance in elite swimmers. <strong><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://www.videnov.com/">??????</a></font><em>ACSM Annual Meeting New Orleans</em></strong><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://kvantservice.com/">&#1082;&#1086;&#1084;&#1087;&#1102;&#1090;&#1088;&#1080; &#1074;&#1090;&#1086;&#1088;&#1072; &#1091;&#1087;&#1086;&#1090;&#1088;&#1077;&#1073;&#1072;</a></font>, Presentation Number, 1435.)</p>
<p align="justify">&#8220;Durante una gara di nuoto una riduzione della forza dei muscoli inspiratori diventa importante nella ricerca della performance. Se il nuotatore effettua un appropriato riscaldamento per i muscoli inspiratori questo riduce l&#8217;insorgenza della fatica ed aumenta la capacità di forza nei muscoli inspiratori.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuoto : I test al lattato devono essere considerati con altri fattori nella valutazione dell&#8217;allenamento dei nuotatori</title>
		<link>http://www.migliaccio.it/nuoto-i-test-al-lattato-devono-essere-considerati-con-altri-fattori-nella-valutazione-dellallenamento-dei-nuotatori/</link>
		<comments>http://www.migliaccio.it/nuoto-i-test-al-lattato-devono-essere-considerati-con-altri-fattori-nella-valutazione-dellallenamento-dei-nuotatori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 09:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.migliaccio.it/2008/02/28/nuoto-i-test-al-lattato-devono-essere-considerati-con-altri-fattori-nella-valutazione-dellallenamento-dei-nuotatori/</guid>
		<description><![CDATA[(original : Thompson, K. G., Garland, S. W., &#38; Lothia, F. (2006). Interpretation of the physiological monitoring of an international swimmer. International Journal of Sports Science and Coaching, 1, 117-124.)Una ranista internazionale venne monitorata per un periodo di tre anni. Le venne somministrato un protocollo di 11 test standardizzati e 7 sessioni di test vennero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(original : Thompson, K. G., Garland, S. W., &amp; Lothia, F. (2006). Interpretation of the physiological monitoring of an international swimmer. <em><strong>International Journal of Sports Science and Coaching, 1, 117-124.)</strong></em>Una ranista internazionale venne monitorata per un periodo di tre anni. Le venne somministrato un protocollo di 11 test standardizzati e 7 sessioni di test vennero effettuate 3 settimane prima delle competizioni. <span id="more-183"></span>Le velocitÃ  di gara piÃ¹ alte furono correlate significativamente con le concentrazioni di 4,6 e 8 mM. I risultati dei test e delle performance subirono delle variazioni durante i periodi di overreaching, de-training e scarsa alimentazione. Il lattato preso in prossimitÃ  delle competizioni dovrebbe essere considerato insieme ad altri fattori quali, ad esempio, lo stato di salute, il livello di allenamento etc. in accordo con le decisioni e la programmazione dell&#8217;allenatore. Gli autori esprimono quindi una certa riserva dal generalizzare i risultati di questi tes sia per la difficoltÃ  a riconoscere le differenze individuali sia per l&#8217;insorgenza di altri fenomeni osservati che possono variare significativamente i risultati. Tra le implicazioni si considera che quando vengono analizzati i fattori fisiologici in atleti di elite tutte le considerazioni vanno fatte dopo una dettagliata analisi della storia dell&#8217;atleta, specialmente quando si arriva in prossimitÃ  delle competizioni.</p>
<p>Commenti alla ricerca: <em>questo studio assume una valenza importante per un allenatore poichÃ¨ viene analizzato il caso singolo ma non puÃ² essere considerato come standard per le ricerche di tipo scientifico, basate su numero di casi elevati ed omogenei. Ad ogni modo offre elementi di riflessione per la valutazione dei dati. E&#8217; infatti possibile ritenere il dato proveniente da un solo test come quello di riferimento per la valutazione di uno stato di allenamento? Sicuramente no. L&#8217;allenatore deve tener conto di numerose variabili che possono influenzare la prova e gran parte di queste sono legate a fattori ambientali o di altra natura (temperatura dell&#8217;acqua, stress dell&#8217;atleta, alimentazione dei giorni precedenti, ciclo se donna etc.). E&#8217; consigliato quindi operare i test al lattato con la partecipazione di un esperto in fisiologia o scienza dello sport o medicina dello sport per poter valutare il risultato anche sulla base di una esperienza piÃ¹ ampia legata alla fisiologia.</em></p>
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		<title>Nuoto : I costumi interi non avvantaggiano i nuotatori durante la gara</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 11:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[(original : Matsunami, M., &#38; Taimura, A. (2007). Influences of swimsuit design on swimming performance in competitive female swimmers. ACSM Annual Meeting New Orleans, Presentation Number, 1431. ) 
Questo studio analizza le velocitÃ  di nuotata, la concentrazione di lattato, la frequenza cardiaca, la frequenza di bracciata e la tecnica durante la nuotata a crawl con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: italic; text-decoration: underline;">(original : Matsunami, M., &amp; Taimura, A. (2007). Influences of swimsuit design on swimming performance in competitive female swimmers. ACSM Annual Meeting New Orleans, Presentation Number, 1431. ) </span><br style="font-style: italic; text-decoration: underline;"></p>
<p>Questo studio analizza le velocitÃ  di nuotata, la concentrazione di lattato, la frequenza cardiaca, la frequenza di bracciata e la tecnica durante la nuotata a crawl con un costume tradizionale ed un nuovo costume di nuova concezione. Lo studio Ã¨ stato effettuato su 6 atlete amercica di alto livello che hanno nuotato i 200m a ritmi gara in vasca indoor da 25m. Il costume tradizionale Ã¨ stato confrontato con un costume coprente di nuovo design che includeva spalle, collo e caviglie.<br />La concentrazione di lattato (BLa) , la frequenza cardiaca (HR) sono state misurate dopo la prova.<br /><span id="more-185"></span><br />Il conteggio delle bracciate e della frequenza sono state misurate tramite l&#8217;indice ASI durante la prova. Le conclusioni di questo studio non hanno riportato differenze significative nella massima velocitÃ , nel lattato, nella frequenza cardiaca e nella frequenza di bracciata durante le due prove.<br />Le implicazioni di questo studio sembrerebbero dimostrare che i costumi coprenti non producono significativi vantaggi rispetto ai costumi tradizionali.<br />Esistono perÃ² sensibili differenze individuali da non sottovalutare. Alcuni vantaggi dall&#8217;indossare questo genere di costume viene riscontrato in alcuni atleti mentre per alcuni viene notato uno svantaggio, nella media statistica i vantaggi non sono significativi.</p>
<p><span style="font-style: italic;"><span style="text-decoration: underline;">Commenti alla ricerca:</span> il campione di questo studio Ã¨ omogeneo (atlete di alto livello provenienti dalla stessa nazione) ma numericamente basso (6 nuotatrici). Le differenze individuali sono state infatti rilevate durante lo studio e quindi sembra poco rispondente ad una certezza scientifica. E&#8217; da tener presente infatti che la ricerca non Ã¨ stata pubblicata su riviste accreditate ma presentata al meeting annuale degli allenatori americani, sicuramente Ã¨ una ricerca in-progress. Una prima considerazione che puÃ² far riflettere Ã¨ la &#8220;specificitÃ &#8221; del comportamento delle atlete a questo tipo di costumi, non sempre una nuova tecnologia si adatta alle caratteristiche di tutti gli atleti.</span></p>
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		<title>La ricerca scientifica nello Sport</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2007 21:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria dell’allenamento è la “scienza del campo” nello sport di alta specializzazione. Strategie , metodi e tecniche che puntano l’attenzione sulla macchina uomo per consentirgli di ottenere le migliori condizioni psico-fisiche idonee al raggiungimento di traguardi sportivi sempre crescenti. Una Scienza che lavora sull’uomo e sulle sue potenzialità, una scienza che ricerca il miglior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image19" title="dsc00217.jpg" src="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2006/08/dsc00217.jpg" alt="dsc00217.jpg" align="left" />La teoria dell’allenamento è la <em>“scienza del campo”</em> nello sport di alta specializzazione. Strategie , metodi e tecniche che puntano l’attenzione sulla <em>macchina uomo</em> per consentirgli di ottenere le migliori condizioni psico-fisiche idonee al raggiungimento di traguardi sportivi sempre crescenti. Una Scienza che lavora sull’uomo e sulle sue potenzialità, una scienza che ricerca il miglior risultato sulla base di prerequisiti esistenti e su programmi di allenamento pluriennali. La <em>scienza del campo</em> è giunta ad un bivio di grande interesse sportivo e scientifico : quale ricerca saprà far raggiungere i risultati del futuro? <span id="more-56"></span>Negli ultimi decenni la ricerca proveniente dal campo della chimica ha dato l’illusione che altre vie ci fossero da esplorare verso la ricerca della vittoria. La storia dei giorni nostri ha però confermato che la via della chimica non rimarrà impunita e, soprattutto, non è la via che racchiude i valori di “lealtà” che devono rimanere alla base della natura dello sport. Raggiungere, superare e ripetere il “record” è quindi sicuramente una sfida che si combatte in laboratorio, certamente, ma quello di Fisiologia dello Sport. Cosa potrebbe verificarsi se l’atleta del domani lavorasse su tabelle di allenamento progettate sulla base di quanto riscontrato in laboratorio su test incrementali specifici? E’ questa la sfida del domani ed inizia adesso&#8230; <strong>Scarica la ricerca sulla comparazione della soglia anaerobica ottenuta con i metodi Conconi, Wasserman e V-slope in atletica leggera : <a href="http://www.migliaccio.it/wp-content/uploads/2006/09/valutazione_funzionale.pdf">clicca qui</a></strong></p>
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