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Perché atleti diversi rispondono in modo differente.

Articolo di livello: avanzato

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Se ti occupi di allenamento ad alta intensità probabilmente ti sarai chiesto perché atleti diversi sembrano rispondere in modo così differente allo stesso tipo di allenamento…

Se ti occupi di allenamento ad alta intensità o hai sentito parlare del protocollo TRAPP (un approccio rivoluzionario all’HIIT), probabilmente ti sarai chiesto perché atleti diversi sembrano rispondere in modo così differente allo stesso tipo di allenamento. Questo articolo approfondisce le basi scientifiche di queste differenze e ti spiega come personalizzare l’allenamento HIIT per ottenere i massimi risultati, indipendentemente dal livello di fitness dei tuoi clienti o dal tuo stato di forma.

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La scienza dietro le differenze metaboliche nell’HIIT

Il protocollo TRAPP, sviluppato e studiato da Trapp e collaboratori, ha rivelato un aspetto fondamentale che molti preparatori fisici trascurano: lo stesso stimolo allenante produce risposte fisiologiche completamente diverse in atleti con diversi livelli di condizionamento.

Lo studio originale ha confrontato due gruppi di donne – atlete allenate (cicliste e triathlete) e donne attive ma non specificamente allenate – sottoponendole a due diversi protocolli di allenamento intervallato:

  • Protocollo 1: 60 sprint da 8 secondi con 12 secondi di recupero
  • Protocollo 2: 20 sprint da 24 secondi con 36 secondi di recupero

I risultati hanno evidenziato differenze sorprendenti che cambiano il modo in cui dovremmo progettare l’allenamento HIIT:

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Mobilitazione dei grassi più efficiente negli atleti allenati

Uno dei dati più interessanti riguarda il glicerolo plasmatico, un indicatore della mobilitazione dei grassi. Nelle atlete allenate, questo parametro aumentava 42% più rapidamente rispetto alle non allenate, suggerendo una capacità superiore di attivare il metabolismo lipidico anche durante esercizi ad alta intensità.

Questa scoperta sfida il tradizionale paradigma secondo cui l’allenamento ad alta intensità sarebbe inefficace per la perdita di grasso. In realtà, gli atleti allenati sembrano particolarmente efficienti nell’utilizzare i grassi come combustibile anche durante sforzi intensi, grazie a quello che i ricercatori hanno definito “shuttle metabolico“.

Maggiore capacità glicolitica negli atleti esperti

Un altro dato rilevante riguarda il lattato ematico, che durante il protocollo con sprint lunghi raggiungeva valori 35% più elevati nelle atlete allenate. Questo non indica un aspetto negativo, ma piuttosto una maggiore capacità del sistema glicolitico di produrre energia e una migliore tolleranza all’acidosi metabolica.

È come se l’organismo allenato avesse sviluppato non solo una maggiore capacità di produrre lattato, ma anche sistemi più efficienti per gestirne la presenza nel sangue, permettendo performance più intense e prolungate.

Risposta ormonale più equilibrata

Le catecolamine (adrenalina e noradrenalina) mostravano un incremento in entrambi i gruppi, ma con una risposta più modulata e proporzionale nelle atlete allenate. Questo suggerisce un sistema nervoso autonomo meglio calibrato, capace di dosare con precisione la risposta allo stress dell’esercizio intenso.

Perché atleti diversi rispondono in modo differente.

Come personalizzare l’HIIT in base al livello dell’atleta

Alla luce di queste differenze, ecco alcune linee guida pratiche per ottimizzare l’allenamento HIIT in base al livello di fitness:

Per principianti e atleti poco allenati:

  • Privilegiare gli sprint brevi (8 secondi) che limitano lo stress metabolico
  • Mantenere un numero iniziale di ripetizioni contenuto (20-30 anziché 60)
  • Monitorare attentamente la percezione dello sforzo (RPE non oltre 8/10)
  • Programmare non più di 2 sessioni HIIT settimanali, con almeno 48 ore di recupero

Per atleti intermedi e avanzati:

  • Integrare progressivamente gli sprint lunghi (24 secondi) per massimizzare la risposta metabolica
  • Aumentare gradualmente il numero di ripetizioni fino al protocollo completo
  • Monitorare parametri oggettivi come frequenza cardiaca (>85% FCmax) e potenza espressa
  • Considerare 3-4 sessioni HIIT settimanali, alternandole con allenamenti di altro tipo

L’elemento cruciale per il successo è la qualità degli sprint, non la quantità. Ogni sprint dovrebbe essere eseguito alla massima intensità possibile, mantenendo una tecnica corretta. Quando la potenza cala di oltre il 10% rispetto ai primi sprint, è il momento di concludere la sessione.

Take Home Message

Conclusione: un approccio basato su evidenze scientifiche

Le differenze metaboliche tra atleti di diverso livello non sono semplici curiosità scientifiche, ma rappresentano la base per una programmazione efficace dell’allenamento HIIT. Comprendere queste differenze permette di creare protocolli personalizzati che massimizzano i risultati e minimizzano il rischio di sovrallenamento o abbandono.

Il protocollo TRAPP, con le sue solide basi scientifiche, offre un punto di partenza eccellente per l’implementazione dell’HIIT nella pratica quotidiana, sia per obiettivi di performance che di salute e composizione corporea.

Referenza

Trapp, E. G., Chisholm, D. J., Freund, J., & Boutcher, S. H. (2008). The effects of high-intensity intermittent exercise training on fat loss and fasting insulin levels of young women. International Journal of Obesity, 32(4), 684-691. https://doi.org/10.1038/sj.ijo.0803781

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FAQ | Domande & Risposte

Perché gli atleti allenati bruciano più grassi durante l'HIIT rispetto ai principianti?
Gli atleti allenati mostrano una mobilitazione dei grassi più rapida (+42%) grazie a un sistema metabolico ottimizzato. Il loro organismo attiva più velocemente i meccanismi di lipolisi anche durante sforzi intensi, presenta maggiore densità mitocondriale e un più efficiente “shuttle metabolico” che permette l’utilizzo simultaneo di grassi nonostante gli elevati livelli di lattato, contrariamente a quanto si pensava tradizionalmente.
Quale protocollo TRAPP è migliore per un principiante e perché?
Per un principiante è più indicato il protocollo con sprint brevi (8 secondi) alternati a 12 secondi di recupero. Questo formato limita lo stress metabolico, riduce l’accumulo di lattato, permette di mantenere una tecnica corretta per l’intera durata dello sforzo e crea un circolo virtuoso: l’atleta percepisce una fatica gestibile, può esprimere un’intensità elevata e ottiene risultati tangibili, aumentando motivazione e aderenza.
Come monitorare correttamente l'intensità durante una sessione HIIT?
Per un monitoraggio efficace, combinare parametri oggettivi e soggettivi: la frequenza cardiaca dovrebbe raggiungere >85-90% della FCmax durante gli sprint; la potenza espressa (se misurabile) non dovrebbe calare oltre il 10% tra il primo e l’ultimo sprint; la percezione dello sforzo (RPE) dovrebbe essere >8/10; per esercizi cronometrati, un incremento del tempo di esecuzione >10% indica affaticamento significativo che suggerisce di concludere la sessione.

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